Allergeni in etichetta: perché in fondo all’INCI c’è quella lista di nomi
In breve
Limonene, Linalool, Citronellol, Geraniol e compagnia non sono additivi aggiunti: sono componenti naturali di oli essenziali e fragranze che la legge europea obbliga a dichiarare sopra una certa soglia. Un prodotto profumato con oli essenziali ne ha spesso più di uno profumato in modo sintetico: è un dato utile in cabina, non un voto di qualità.
Sono quei nomi in fondo all’INCI che finiscono tutti allo stesso modo — Limonene, Linalool, Citronellol, Geraniol, Coumarin, Hexyl Cinnamal. Sembrano un elenco di sostanze chimiche aggiunte, e sono l’esatto contrario.
Cosa sono davvero
Sono componenti delle fragranze. Un olio essenziale di limone contiene naturalmente limonene; la lavanda contiene linalool; il geranio contiene geraniolo. Non li aggiunge nessuno: ci sono perché c’è l’essenza.
Il Regolamento cosmetico europeo ha individuato un elenco di queste sostanze come potenzialmente sensibilizzanti per una minoranza di persone, e ha imposto di dichiararle a parte quando superano una certa soglia — invece di lasciarle nascoste sotto il generico «Parfum».
| Dove sta il prodotto | Soglia di dichiarazione |
|---|---|
| Resta sulla pelle (leave-in, oli, creme) | 0,001% — cioè 10 parti per milione |
| Da risciacquo (shampoo, maschere) | 0,01% — dieci volte più permissiva |
Il paradosso da spiegare alla cliente
Più un prodotto è profumato con essenze naturali, più allergeni dichiara. Un prodotto con fragranza di sintesi può averne meno. «Naturale» e «ipoallergenico» non sono sinonimi — a volte sono agli opposti.
I più frequenti, e da dove vengono
| Nome INCI | Si trova naturalmente in |
|---|---|
| Limonene | Agrumi: limone, arancio, bergamotto, pompelmo |
| Linalool | Lavanda, bergamotto, coriandolo, legno di rosa |
| Citronellol | Rosa, geranio, citronella |
| Geraniol | Rosa, geranio, palmarosa |
| Coumarin | Fava tonka, cannella, lavanda |
| Hexyl Cinnamal | Camomilla; molto usato anche di sintesi |
| Citral | Limone, lemongrass, verbena |
| Benzyl Salicylate | Chiodi di garofano, ylang-ylang |

L’elenco si allunga e le etichette si rifanno
Questo è il punto che riguarda chi ha una linea propria. La Commissione Europea aggiorna periodicamente quell’elenco sulla base dei dati raccolti: sostanze che prima rientravano nel generico «Parfum» a un certo punto devono essere nominate una per una.
Quando succede, tutte le etichette dei prodotti che le contengono vanno rifatte. Non la formula — l’etichetta. Chi ha una linea e non segue la normativa se ne accorge tardi, e nel frattempo ha in magazzino confezioni non più conformi.
Come lo gestiamo
Gli aggiornamenti dell’elenco allergeni li seguiamo noi, e rifare l’etichetta è a nostro carico. Se hai la tua linea con noi, la conformità dell’etichetta non è un tuo pensiero: è il nostro lavoro.
Come si usa in cabina
- Se una cliente dice di essere allergica a un profumo, chiedile a cosa. Chi ha fatto un patch test lo sa: «sono allergica al linalool» è un’informazione utilizzabile.
- Leggi l’INCI con lei, non al posto suo. Ci vogliono venti secondi e cambia completamente la percezione della tua competenza.
- Non promettere «ipoallergenico»: non è un termine con una definizione legale precisa, e non ti protegge se poi succede qualcosa.
- Se compare una reazione, sospendi, sciacqua abbondantemente e mandala dal medico. Annota il prodotto e il lotto: se serve una segnalazione, quei due dati sono tutto.
Sulle nostre schede l’INCI è completo, allergeni inclusi. Non tagliamo la coda dell’elenco per farlo sembrare più corto: quella coda è esattamente la parte che serve a una cliente sensibile.
È anche il motivo per cui pubblicare l’INCI è una scelta commerciale, non solo un obbligo: chi lo nasconde ti costringe a rispondere «non lo so» davanti a una cliente.



