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Cheratina e proteine idrolizzate: cosa fanno davvero sulla fibra

8 Aprile 2026· 3 min di lettura ·INCI e ingredienti

In breve

Le proteine idrolizzate non «ricostruiscono» il capello: lo riempiono temporaneamente. Quelle a basso peso molecolare entrano nella corteccia e danno corpo dall'interno, quelle grandi restano in superficie e formano un film. Nessuna delle due ricrea la cheratina persa: la sostituiscono finché non se ne vanno col lavaggio.

«Con cheratina» è scritto su metà dei prodotti in commercio. Vale la pena capire cosa succede davvero, perché la differenza fra un trattamento che funziona e uno che indurisce i capelli sta in un dettaglio che nessuno racconta: la dimensione della molecola.

Il capello è cheratina, ma non è la stessa cheratina

La corteccia — l’85% della fibra — è fatta di catene di cheratina tenute insieme da legami. Quando decolori, stiri o strapazzi un capello, alcune di quelle catene si spezzano e restano dei vuoti. Il capello diventa poroso: assorbe acqua in fretta, la perde altrettanto in fretta, e meccanicamente cede.

La cheratina che metti in un prodotto non è quella. È cheratina estratta (di solito da lana o piume) e poi idrolizzata, cioè spezzata chimicamente in frammenti. Quei frammenti non si saldano alle catene esistenti: si infilano nei vuoti e li occupano. È un riempimento, non una saldatura.

La parola giusta

Un trattamento proteico compensa. Restituisce corpo, elasticità e resistenza per un certo numero di lavaggi. Dire «ricostruisce» è un’immagine utile a vendere, ma se lo dici alla cliente le stai promettendo una cosa permanente che permanente non è.

Cuticolale squame esterne: si aprono in ambiente alcalino, si chiudonoin acidoCorteccial’85% della fibra: cheratina, legami, e il pigmento del coloreMidolloil canale centrale, non sempre presente
Il peso molecolare decide dove va a finire la proteina: nella corteccia, sulla cuticola, o solo attorno al capello.

Il peso molecolare è tutto

Peso Dove arriva Cosa si sente
Molto basso (sotto 1.000 Da) — aminoacidi liberi, peptidi Entra nella corteccia Elasticità, il capello «regge» di più senza sembrare trattato
Basso-medio (1.000–5.000 Da) — cheratina molto idrolizzata Cuticola e strati esterni della corteccia Corpo, spessore percepito, meno porosità
Alto (oltre 10.000 Da) — proteine poco idrolizzate Resta in superficie Film che liscia, effetto immediato, si lava via prima

Nell’INCI il peso non è scritto: leggi «Hydrolyzed Keratin» e non sai quanto è spezzata. È una delle domande sensate da fare a chi formula — e chi formula davvero la risposta ce l’ha.

Le proteine che trovi più spesso

  • Hydrolyzed Keratin. La più affine alla fibra. Su capelli decolorati è quella che dà il risultato più netto in termini di resistenza.
  • Hydrolyzed Wheat Protein. Grano: buon compromesso fra corpo e leggerezza, molto usata nei leave-in.
  • Hydrolyzed Soy Protein. Soia: idratante, meno «strutturante». Bene su capelli secchi ma non danneggiati.
  • Pisum Sativum Peptide. Pisello: peptidi corti, penetrano bene, molto usati nei filler di ultima generazione.
  • Wheat / Soy Amino Acids. Aminoacidi liberi: la frazione più piccola in assoluto, lavorano in profondità e non appesantiscono.
Un filler intensivo da salone mette insieme cheratina idrolizzata, peptidi e aminoacidi: pesi diversi per riempire a profondità diverse nello stesso passaggio.
Un filler intensivo da salone mette insieme cheratina idrolizzata, peptidi e aminoacidi: pesi diversi per riempire a profondità diverse nello stesso passaggio.

Il sovraccarico proteico: quando la proteina fa danno

È il rovescio della medaglia, e in salone si vede spesso su clienti che «fanno trattamenti» da mesi. Il capello riempito di proteine senza abbastanza acqua e lipidi diventa rigido: sembra corposo al tatto ma è fragile, si spezza pettinandolo, e la piega non tiene.

  • Come si riconosce: capello ruvido, opaco, che «scricchiola» fra le dita da bagnato, poca elasticità — se lo tiri si rompe invece di tornare.
  • Perché succede: proteine a ogni lavaggio senza mai alternare un trattamento idratante o lipidico.
  • Come si esce: due o tre settimane di sole maschere idratanti e oli, poi si reintroduce la proteina una volta ogni due o tre lavaggi.

La regola pratica in cabina: le proteine si alternano, non si accumulano. Un capello danneggiato ha bisogno di riempimento e di acqua, e i due lavori si fanno con prodotti diversi.

Nel catalogo la linea Anima è costruita così: il filler mette la proteina, la maschera di ricostruzione sigilla e nutre. Sono due passaggi perché sono due lavori.

Scritto da

Brandizzalo — cosmetica professionale in private label per parrucchieri. Formuliamo, produciamo e mettiamo il tuo nome sull'etichetta.

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