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Come si legge un INCI (e cosa dice davvero l’ordine degli ingredienti)

28 Gennaio 2026· 4 min di lettura ·INCI e ingredienti

In breve

L'INCI è l'elenco degli ingredienti in ordine decrescente di peso, obbligatorio su ogni cosmetico. La regola pratica: i primi cinque nomi sono quasi tutto il prodotto, sotto l'1% l'ordine non conta più e gli ingredienti si possono elencare come si vuole. Sapere dove finisce l'1% è il trucco che ti fa capire se un attivo è davvero nella formula o è lì per scriverlo sul flacone.

È il blocchetto di testo minuscolo sul retro del flacone, quello che nessuno legge e che tutti citano. Sapere leggerlo cambia due cose: capisci cosa stai vendendo, e capisci quando qualcuno ti sta raccontando una storia.

Cos’è, in una riga

INCI sta per International Nomenclature of Cosmetic Ingredients. È l’elenco completo degli ingredienti di un cosmetico, scritto con nomi standard uguali in tutta l’Unione Europea, ed è obbligatorio sull’imballaggio dal Regolamento 1223/2009.

La regola che regge tutto è una sola: gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente di peso, come sono stati aggiunti alla formula.

La soglia che devi ricordare

L’ordine di peso vale solo fino all’1%. Sotto quella soglia gli ingredienti possono essere elencati in qualunque ordine. È il punto in cui un INCI smette di essere una classifica e diventa un elenco.

Uno shampoo tipico, in pesoAcqua78%Tensioattivi14%Addensanti e sali3%Condizionanti2%Profumo1%Attivi e conservanti2%
Le proporzioni reali di uno shampoo professionale: il grosso è acqua e tensioattivi. Tutto il resto — compresi gli attivi di cui parla la pubblicità — sta in quel 5% finale.

I primi cinque nomi sono il prodotto

Se leggi solo cinque parole di un INCI, leggi le prime cinque: lì c’è il 90% di quello che hai in mano. Su uno shampoo trovi quasi sempre questa sequenza:

Cosa leggi Cosa vuol dire
Aqua L’acqua. È prima perché è la base dell’emulsione, non perché il prodotto è «diluito».
Sodium Laureth Sulfate o simili Il tensioattivo primario: è quello che lava e fa schiuma.
Cocamidopropyl Betaine Tensioattivo secondario, addolcisce l’azione del primo e stabilizza la schiuma.
Sodium Chloride Sale da cucina. Serve ad addensare, non ha effetto sul capello.
Cetearyl Alcohol Su balsami e maschere: non è alcol che secca, è un alcol grasso che ammorbidisce.

Già da qui capisci di che prodotto si tratta: un balsamo comincia con acqua e alcoli grassi, uno shampoo con acqua e tensioattivi, un olio non ha acqua per niente.

I nomi che spaventano e non dovrebbero

Metà della cattiva reputazione dell’INCI nasce da nomi che sembrano industriali e descrivono cose banali.

  • Cetearyl Alcohol, Cetyl Alcohol. Non sono l’alcol denaturato: sono cere grasse che rendono cremoso un balsamo. Ammorbidiscono, non seccano.
  • Aqua. Acqua depurata.
  • Parfum (o Fragrance). Il profumo, che per legge può restare un nome collettivo — ma i 26 allergeni riconosciuti vanno dichiarati a parte, e infatti li trovi in fondo: Limonene, Linalool, Citronellol, Geraniol e compagnia.
  • Phenoxyethanol, Sodium Benzoate, Potassium Sorbate. Conservanti. Senza di loro un prodotto con acqua dentro diventa un brodo di coltura in poche settimane.
  • Butyrospermum Parkii Butter. Burro di karité. Il nome latino è la pianta.
Cuticolale squame esterne: si aprono in ambiente alcalino, si chiudonoin acidoCorteccial’85% della fibra: cheratina, legami, e il pigmento del coloreMidolloil canale centrale, non sempre presente
Dove agiscono gli ingredienti: tensioattivi e conservanti restano in superficie, i condizionanti si depositano sulla cuticola, solo molecole piccole come alcuni aminoacidi e la cheratina idrolizzata a basso peso entrano nella corteccia.

Come capire se un attivo c’è davvero

Questo è il pezzo utile. Un marchio scrive «all’olio di argan» sul davanti: l’argan c’è, ma quanto?

  1. Cerca Argania Spinosa Kernel Oil nell’elenco.
  2. Guarda cosa c’è prima. Se sta dopo il profumo e i conservanti, è sotto l’1%.
  3. Sotto l’1% l’ordine non conta: potrebbe essere lo 0,9% o lo 0,01%. Nessuno può dirtelo dall’etichetta.

Questo non vuol dire che sia una truffa: molti attivi funzionano proprio a quelle dosi, e alcuni a dosi più alte irriterebbero. Vuol dire che l’INCI da solo non dimostra l’efficacia, e chi te lo racconta come prova sta semplificando.

La domanda giusta da fare a un fornitore

Non «cosa c’è dentro» — quello lo leggi. Chiedi a che percentuale è l’attivo di cui state parlando, e se c’è uno studio a supporto del claim. Chi formula davvero quel numero ce l’ha.

Gli allergeni in fondo

Quella coda di nomi che finiscono in -ol e -al — Linalool, Limonene, Citral, Geraniol, Coumarin, Hexyl Cinnamal — non sono additivi aggiunti: sono componenti naturali degli oli essenziali e delle fragranze, che la legge obbliga a dichiarare sopra una certa soglia perché una minoranza di persone ci è sensibile.

Un prodotto profumato con oli essenziali ne ha spesso più di uno profumato in modo sintetico. È un dato utile in cabina se hai una cliente che reagisce, non è un voto di qualità.

Sulle nostre schede l’INCI c’è, per intero. Non un riassunto, non «i principali ingredienti»: l’elenco completo, quello stampato sul flacone.

Lo trovi su ogni scheda prodotto del catalogo. Se stai valutando di fare la tua linea, è la prima cosa da confrontare con quello che usi adesso — prima ancora del prezzo.

Scritto da

Brandizzalo — cosmetica professionale in private label per parrucchieri. Formuliamo, produciamo e mettiamo il tuo nome sull'etichetta.

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