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Conservanti nei cosmetici: perché ci sono e perché «senza» non è meglio

25 Marzo 2026· 3 min di lettura ·INCI e ingredienti

In breve

Qualunque cosmetico che contiene acqua ha bisogno di un conservante: senza, in poche settimane diventa un terreno di coltura per batteri e muffe. In Europa i conservanti ammessi sono in un elenco chiuso, con limiti di concentrazione fissati per legge. Un prodotto «senza conservanti» o non contiene acqua, o usa qualcosa che conserva senza chiamarsi conservante.

È l’ingrediente di cui nessuno vuole sentir parlare e senza il quale mezzo scaffale sarebbe pericoloso. Vale la pena saperlo spiegare, perché prima o poi una cliente ti chiede «ma è senza conservanti?» e la risposta onesta ti fa fare bella figura.

Cosa succede a un prodotto non conservato

Uno shampoo è per il 70-80% acqua, con dentro zuccheri, proteine ed estratti vegetali. È letteralmente un brodo di coltura. Aggiungi che il flacone viene aperto ogni giorno con le mani bagnate, in un ambiente caldo e umido come un bagno o un laboratorio, e hai le condizioni perfette per la crescita microbica.

Senza conservante, in due o tre settimane trovi cariche batteriche rilevanti. Non è teoria: è il motivo per cui il Regolamento europeo impone il challenge test, una prova in cui il prodotto viene deliberatamente contaminato e si verifica che il sistema conservante abbatta la carica nei tempi previsti.

Il rischio vero

Non è il mal di pancia. Su una cute irritata o su un cuoio capelluto graffiato dalle unghie, una contaminazione da Pseudomonas può dare infezioni serie. È per questo che la normativa su questo punto non fa sconti.

Quali sono ammessi

In Europa i conservanti non si possono scegliere liberamente: c’è un elenco chiuso — l’Allegato V del Regolamento 1223/2009 — con le sostanze ammesse e la concentrazione massima per ognuna. Quello che non è nell’elenco non si può usare.

INCI Nota
Phenoxyethanol Il più diffuso oggi. Ampio spettro, limite 1%. Lo trovi in quasi tutte le formule con acqua.
Sodium Benzoate e Potassium Sorbate Coppia molto usata, efficace solo a pH acido: sotto 5,5 funzionano, sopra molto meno. Un altro motivo per cui il pH conta.
Benzyl Alcohol Conservante e solvente insieme. Presente anche naturalmente in alcuni oli essenziali.
Methylisothiazolinone (MIT/MCI) Molto efficace a dosi bassissime. In Europa non è ammesso nei prodotti che restano sulla pelle, mentre è consentito entro limiti precisi in quelli da risciacquo — shampoo e maschere — dove il contatto dura un minuto e poi si sciacqua.
Methylparaben, Ethylparaben Ancora ammessi entro limiti. Propil- e butilparabene sono stati ristretti, altri vietati.
Dehydroacetic Acid Spesso in formule «naturali», in coppia con benzyl alcohol.

Il gioco delle parole

«Senza conservanti» sul davanti di un flacone che contiene acqua è quasi sempre una di queste tre cose:

  1. Il prodotto è anidro. Un olio, un burro, una polvere: non c’è acqua, non serve conservante. Vero e legittimo — ma non è un merito, è la natura del prodotto.
  2. Usa una sostanza multifunzionale. Alcuni ingredienti conservano ma sono registrati con altra funzione principale: glicoli, alcoli, acidi organici. Tecnicamente non stanno in Allegato V, quindi il claim è formalmente corretto. Il prodotto è conservato lo stesso.
  3. È un prodotto con vita breve. Alcune formule artigianali hanno PAO di poche settimane e vanno tenute in frigo. Onesto, se scritto.

Nessuna delle tre è una truffa. Ma nessuna delle tre significa «più sicuro»: spesso significa il contrario, perché un sistema conservante studiato e testato dà più garanzie di uno improvvisato.

02468101214sorbato attivolimitesorbato inefficaceacidoalcalino
Sodium Benzoate e Potassium Sorbate funzionano solo in ambiente acido: sopra pH 5,5 la loro efficacia crolla. È il motivo per cui una formula «delicata» a pH neutro non può contare solo su di loro.

Cosa guardare, in salone

  • Il PAO — il vasetto aperto con i mesi. Su un 1000 ml aperto a marzo e finito a dicembre, quel numero conta.
  • Il lotto — serve a te se un giorno c’è un problema: senza, non si risale a niente.
  • Come lo tieni — flacone chiuso, non travasare in contenitori non sanificati, non diluire con acqua «per farlo durare». Diluire un prodotto conservato significa abbassare la concentrazione del conservante sotto la soglia efficace.

Sulle nostre schede il conservante è nell’INCI, come tutto il resto. Non lo nascondiamo e non facciamo il claim «senza»: le formule con acqua sono conservate, quelle anidre no, e si vede leggendo.

Il challenge test e la valutazione della sicurezza fanno parte del fascicolo di ogni referenza — quello che nella tua linea seguiamo noi.

Scritto da

Brandizzalo — cosmetica professionale in private label per parrucchieri. Formuliamo, produciamo e mettiamo il tuo nome sull'etichetta.

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