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Cos’è il CPNP e perché non puoi vendere un cosmetico senza

14 Gennaio 2026· 6 min di lettura ·Normativa

In breve

Il CPNP è il portale europeo dove ogni cosmetico va notificato prima di essere messo in vendita. Non è un'autorizzazione: è una dichiarazione che rende il prodotto rintracciabile e attribuisce la responsabilità legale a una Persona Responsabile. Nelle linee Brandizzalo quella persona siamo noi: sull'etichetta c'è il nome del salone, la responsabilità del prodotto resta nostra.

Se stai pensando di mettere il tuo nome su uno shampoo, il CPNP è la prima parola che devi conoscere. Non è burocrazia astratta: è la differenza fra un prodotto che puoi vendere e un prodotto che, se arriva un controllo, ti costa caro.

La cosa buona è che il meccanismo è semplice. La cosa da sapere è chi se ne prende la responsabilità — ed è lì che quasi nessuno guarda.

Cosa vuol dire notificare un cosmetico

CPNP sta per Cosmetic Products Notification Portal. È il portale della Commissione Europea introdotto dal Regolamento (CE) 1223/2009, quello che dal 2013 regola tutti i cosmetici venduti nell’Unione. Su quel portale ogni prodotto va registrato prima di essere messo in commercio.

Notificare non significa chiedere il permesso. Nessuno esamina la tua formula e nessuno ti manda un’approvazione. Tu dichiari: questo prodotto esiste, si chiama così, contiene questo, la confezione è questa, e la persona che ne risponde è questa. Da quel momento il prodotto è rintracciabile: se un centro antiveleni riceve una segnalazione, sa esattamente cosa c’è dentro e a chi telefonare.

La differenza che conta

Il farmaco viene autorizzato prima. Il cosmetico viene notificato prima e controllato dopo. Per questo la responsabilità di chi immette sul mercato è così pesante: nessuno ha detto sì al posto tuo.

La Persona Responsabile: il punto che decide tutto

Il Regolamento pretende che per ogni cosmetico ci sia una Persona Responsabile stabilita nell’Unione Europea. È una figura precisa, non una formalità: risponde della conformità del prodotto, tiene il fascicolo informativo, gestisce gli effetti indesiderati, è l’interlocutore delle autorità.

Nel private label questa è la domanda da fare al fornitore prima di qualunque altra, ed è quella su cui molti restano vaghi. La nostra risposta è netta:

Con noi la Persona Responsabile restiamo noi. Sull’etichetta c’è il tuo nome, ma la responsabilità legale del prodotto — conformità, fascicolo, rapporti con le autorità, gestione di eventuali effetti indesiderati — resta in capo a Brandizzalo.

Vuol dire che tu vendi la tua linea senza prenderti addosso un carico normativo che non hai motivo di gestire, e senza dover diventare l’interlocutore tecnico di un’ispezione.

È il punto che cambia tutto e su cui vale la pena insistere quando confronti due fornitori: se la Persona Responsabile diventi tu, quello che hai comprato non è una linea chiavi in mano — è una fornitura, con un dossier da mantenere per dieci anni e una responsabilità che ti segue.

Ogni referenza che esce dalla produzione ha la sua notifica: il codice CPNP è legato a quella formula e a quel formato, non al marchio stampato sopra.
Ogni referenza che esce dalla produzione ha la sua notifica: il codice CPNP è legato a quella formula e a quel formato, non al marchio stampato sopra.

Cosa serve prima di poter notificare

La notifica è l’ultimo passo, non il primo. Prima servono due cose, ed è lì che sta il tempo e il costo:

  1. Il fascicolo informativo di prodotto (PIF). Il dossier che raccoglie formula qualitativa e quantitativa, specifiche delle materie prime, dati di stabilità, compatibilità col contenitore, metodo di produzione, prove a supporto delle affermazioni in etichetta. Va tenuto a disposizione delle autorità per dieci anni dall’ultimo lotto.
  2. La valutazione della sicurezza. Un professionista qualificato — laurea in farmacia, chimica, tossicologia o equivalenti — esamina la formula e firma la relazione che dichiara il prodotto sicuro nelle condizioni d’uso previste. Senza quella firma non si notifica niente.

Solo dopo si entra nel portale e si carica: nome del prodotto, categoria, composizione quadro, presenza di nanomateriali, etichetta o foto della confezione, e i dati della Persona Responsabile.

La parte che ti riguarda in concreto. Il CPNP si paga a referenza e a formula. Se la tua linea parte con sei prodotti, sono sei pratiche. Se domani cambi il profumo di uno shampoo, quella è una formula nuova e va rifatta.

È il motivo per cui conviene partire con poche referenze scelte bene e allargare dopo: non per il magazzino, per le pratiche.

L’Europa cambia le regole e l’etichetta va dietro

Questa è la parte che quasi nessuno racconta, e che nel tempo pesa più della notifica iniziale. Il Regolamento cosmetico non è un testo scritto una volta: la Commissione Europea aggiorna periodicamente i suoi allegati.

Cosa cambia, in concreto:

  • Sostanze vietate o ristrette. Un ingrediente ammesso oggi può essere limitato domani, o consentito solo sotto una certa percentuale.
  • Allergeni da dichiarare. L’elenco dei componenti di fragranza che vanno scritti in etichetta si è allungato: sostanze che prima rientravano nel generico «Parfum» oggi vanno nominate una per una.
  • Avvertenze e diciture obbligatorie. Cambiano le formule di avvertenza, cambia come vanno riportate certe informazioni.
  • Nanomateriali e nuove classificazioni. Con conseguenze sia sul fascicolo che sulla dicitura in etichetta.

Ogni volta che succede, chi ha una linea sul mercato ha un problema pratico: l’etichetta stampata non è più conforme, e va rifatta. Se sei da solo, lo scopri tardi — spesso da un cliente o, peggio, da un controllo.

Un caso concreto, in corso proprio adesso

Il Cyclopentasiloxane (D5) è un silicone volatile usato da anni in fluidi, oli lucidanti e prodotti per lo styling. È finito sotto restrizione europea per motivi ambientali: prima nei prodotti da risciacquo, poi anche in quelli che restano sui capelli. Chi ha quelle formule sul mercato deve riformulare e ristampare le etichette. Non è un caso raro: è il ritmo normale con cui la normativa cosmetica si muove.

Come lo gestiamo noi

Gli aggiornamenti normativi li seguiamo noi e sono a nostro carico: quando l’Europa cambia qualcosa, aggiorniamo la tua etichetta di conseguenza, senza che tu debba accorgertene e senza costi aggiuntivi. Tu continui a lavorare; l’etichetta resta conforme.

Cosa deve esserci in etichetta

La notifica va di pari passo con l’etichetta, perché è l’etichetta che il consumatore legge. Il Regolamento chiede che ci siano, in italiano e in modo indelebile e leggibile:

Elemento Nota pratica
Nome e indirizzo della Persona Responsabile Deve essere nell’UE. Se il tuo marchio è in evidenza, questo dato può stare più piccolo ma deve esserci.
Contenuto nominale In grammi o millilitri, al momento del confezionamento.
Data di durata minima o PAO Il simbolo del vasetto aperto coi mesi, oppure «usare preferibilmente entro».
Precauzioni d’impiego Comprese quelle specifiche per i prodotti professionali.
Numero di lotto Serve alla rintracciabilità: senza, il richiamo di un lotto diventa il richiamo di tutto.
Funzione del prodotto Se non è evidente dalla presentazione.
Elenco degli ingredienti (INCI) In ordine decrescente di peso, con la nomenclatura internazionale.

È un elenco che sembra lungo finché non lo vedi impaginato: su un flacone da 300 ml ci sta tutto senza problemi, ed è il motivo per cui l’etichetta di un cosmetico ha sempre quel blocchetto di testo minuscolo sul retro.

Gli errori che vediamo più spesso

  • Vendere prima di notificare. Anche una sola confezione, anche «solo alle clienti del salone». La messa a disposizione sul mercato è quella, e il prodotto dev’essere già notificato.
  • Copiare l’INCI da un altro prodotto. L’elenco deve corrispondere alla formula reale, in ordine di peso. Un INCI copiato è una dichiarazione falsa.
  • Scrivere claim che non si possono provare. «Blocca la caduta» è una promessa terapeutica: sposta il prodotto fuori dalla categoria cosmetica. Le affermazioni vanno supportate e devono restare nel perimetro cosmetico.
  • Cambiare fornitore di una materia prima senza dirlo. Se cambia la formula, cambia il fascicolo. Sembra un dettaglio e non lo è.

Come funziona con noi

Diciamolo chiaro, perché è la domanda che ci fanno tutti: la pratica CPNP la seguiamo noi, referenza per referenza, e la Persona Responsabile restiamo noi. Tu non compili moduli, non cerchi un valutatore della sicurezza, non tieni un fascicolo in archivio per dieci anni e non rispondi in prima persona davanti a un controllo.

Il costo della registrazione però è a carico tuo, ed è separato dal prezzo dei prodotti. Te lo diciamo prima di partire, referenza per referenza, così sai esattamente cosa stai firmando. Preferiamo dirlo prima e sembrare meno «tutto incluso» degli altri, che scoprirlo insieme dopo.

Le formule del nostro catalogo sono già formulate, già testate e già in produzione su linee vere: non parti da una formula da validare, parti da una che esiste. È quello che accorcia i tempi.

Scritto da

Brandizzalo — cosmetica professionale in private label per parrucchieri. Formuliamo, produciamo e mettiamo il tuo nome sull'etichetta.

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