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La decolorazione: cosa succede davvero dentro il capello

10 Giugno 2026· 3 min di lettura ·Colore e tecnica

In breve

Decolorare significa ossidare la melanina fino a renderla incolore. Il capello passa sempre attraverso le stesse fasi — rosso, arancio, giallo — perché la feomelanina resiste più dell'eumelanina. Il danno non lo fa il colore che togli: lo fa l'ambiente alcalino che serve per toglierlo, che apre la cuticola e indebolisce i legami.

È il servizio tecnico che più di ogni altro divide un salone bravo da uno che se la cava. E la differenza non sta nella marca del decolorante: sta nel sapere cosa stai facendo alla fibra mentre lo fai.

Due pigmenti, non uno

Il colore naturale del capello viene dalla melanina, contenuta in granuli dentro la corteccia. Ma la melanina non è una sola:

  • Eumelanina — bruno-nera. È quella che dà profondità e scurezza. Si ossida relativamente in fretta.
  • Feomelanina — rosso-gialla. Più piccola, più stabile, molto più resistente all’ossidazione.

Quando applichi il decolorante, il perossido in ambiente alcalino ossida i pigmenti e li rende incolori. Ma li attacca in quest’ordine: prima la scura, poi la calda. Ecco perché il percorso è sempre lo stesso e non lo puoi saltare.

Cuticolale squame esterne: si aprono in ambiente alcalino, si chiudonoin acidoCorteccial’85% della fibra: cheratina, legami, e il pigmento del coloreMidolloil canale centrale, non sempre presente
La decolorazione lavora nella corteccia. Per arrivarci l’ammoniaca — o l’alcalinizzante equivalente — deve prima sollevare la cuticola, ed è quello il passaggio che costa alla fibra.

Le fasi, e perché contano

Livello Che colore vedi Cosa resta da togliere
1–3 Nero, castano scuro Quasi tutta l’eumelanina
4–5 Castano, rosso scuro Eumelanina in esaurimento, feomelanina intatta
6–7 Ramato, arancio Solo feomelanina — la fase più lunga
8–9 Giallo, giallo chiaro Feomelanina residua
10 Giallo pallido Il limite pratico: oltre si distrugge la fibra, non il pigmento

La regola che salva i capelli

Non si «insiste» per superare una fase. Se il capello è arrivato a un giallo accettabile e non sale più, si ferma e si tonalizza. Il pigmento residuo si neutralizza otticamente; la fibra distrutta non si recupera.

I volumi, in chiaro

Perossido di idrogeno per volume10 vol3%20 vol6%30 vol9%40 vol12%
Il «volume» è una vecchia unità: indica i litri di ossigeno liberati da un litro di soluzione. In percentuale: 10 vol ≈ 3%, 40 vol ≈ 12%.
  • 10 vol — deposita, non schiarisce (o quasi). Toner, tono su tono.
  • 20 vol — un livello o due di schiaritura, copertura del bianco. Il volume standard.
  • 30 vol — schiarisce di più, va più veloce. Si usa con cognizione, non per abitudine.
  • 40 vol — solo dove serve davvero, mai a contatto con la cute, mai su capelli già trattati.

Un volume più alto non dà un risultato migliore: dà lo stesso risultato in meno tempo e con più danno. Su una fibra fragile, tempo lungo e volume basso è quasi sempre la scelta giusta.

Dove sta il danno

Contrariamente a quel che si pensa, il danno principale non lo fa la scomparsa del pigmento — quello è spazio vuoto, e si riempie. Lo fanno due cose:

  1. L’ambiente alcalino (pH 10-11,5) che apre la cuticola per far entrare tutto. Le squame sollevate espongono la corteccia, e il capello inizia a perdere acqua e proteine.
  2. L’ossidazione dei ponti disolfuro, i legami che tengono insieme le catene di cheratina. Se troppi si rompono, il capello perde elasticità: si allunga da bagnato e non torna, cioè si spezza.
Dopo la decolorazione il capello ha due bisogni distinti: riempire i vuoti (proteine) e richiudere la superficie (pH acido e lipidi). Sono due passaggi, non uno.
Dopo la decolorazione il capello ha due bisogni distinti: riempire i vuoti (proteine) e richiudere la superficie (pH acido e lipidi). Sono due passaggi, non uno.

Come si limita il danno, in cabina

  • Non partire dalla cute. Il calore del capo accelera: si parte un centimetro sotto e si chiude alla fine.
  • Diagnosi prima, non dopo. Il test di elasticità su un capello bagnato dice più di qualunque scheda: se si allunga e non torna, quella fibra non regge una decolorazione spinta.
  • Chiudi sempre in acido. Shampoo post-tecnico e maschera a pH basso: è la fine del servizio, non un optional.
  • Tonalizza invece di insistere. Un giallo neutralizzato bene sembra più chiaro di un giallo pallido ottenuto distruggendo la fibra.
  • Riempi nei giorni dopo. Il capello appena decolorato è poroso: un filler proteico nella settimana successiva cambia la tenuta del colore.

Quello che vendi dopo il servizio vale quanto il servizio. Una cliente che esce dal salone con una decolorazione riuscita e senza niente in mano, dopo tre lavaggi ha un giallo tornato e un capello ruvido — e pensa che il lavoro fosse mediocre.

È il caso in cui la rivendita non è vendere: è proteggere il tuo lavoro. E se sul flacone c’è il tuo nome, quel lavoro non lo protegge un marchio qualunque.

Scritto da

Brandizzalo — cosmetica professionale in private label per parrucchieri. Formuliamo, produciamo e mettiamo il tuo nome sull'etichetta.

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