Quattro scadenze in quattordici giorni: cosa è cambiato sulle etichette
In breve
Fra il 30 luglio e il 12 agosto 2026 sono diventate applicabili quattro cose diverse: il nuovo glossario dei nomi degli ingredienti, la fine della transizione sui 56 nuovi allergeni delle fragranze, l'obbligo della nuova etichettatura per i prodotti immessi da agosto e le prime regole del regolamento europeo sugli imballaggi. Quattordici giorni, quattro adempimenti. Chi ha una linea a marchio proprio non se n'è accorto, ed è esattamente come deve funzionare.
Il 30 luglio, il 31 luglio, il 1º agosto e il 12 agosto. Quattro date in quattordici giorni, e ognuna ha cambiato qualcosa su come dev’essere fatto e scritto un prodotto cosmetico venduto in Europa.
Se hai una linea col tuo marchio e non te ne sei accorto, non è perché non è successo niente.
Le quattro date, in fila
Cosa vuol dire in pratica, una per una
Il glossario: gli stessi ingredienti, chiamati in un altro modo
Il glossario è l’elenco ufficiale dei nomi da usare nella lista ingredienti. Non riguarda cosa c’è dentro un prodotto: riguarda come lo si scrive. Una voce che cambia nome obbliga a rifare l’etichetta, aggiornare la scheda tecnica e allineare il fascicolo, anche se nella formula non si è mosso un grammo.
È il tipo di adempimento che non si vede e non si racconta. Nessuna cliente entrerà mai in salone dicendo che ha notato la denominazione aggiornata.
Gli allergeni: da ventiquattro a ottanta
Gli allergeni delle fragranze da dichiarare singolarmente in etichetta erano ventiquattro. Il regolamento del 2023 ne ha aggiunti cinquantasei, arrivando a ottanta. Vanno indicati quando superano lo 0,001% nei prodotti che restano sul capello e lo 0,01% in quelli che si risciacquano.
Attenzione a come lo si racconta alla cliente
Un elenco più lungo non vuol dire un prodotto più allergizzante. Vuol dire più trasparenza: le stesse sostanze c’erano anche prima, semplicemente non erano obbligate a comparire una per una. Se una cliente ti chiede perché adesso c’è scritto tutto quel nome in fondo, la risposta è questa, e la tranquillizza.
C’è una seconda data, più avanti: i prodotti immessi prima del 31 luglio 2026 possono restare in vendita fino al 31 luglio 2028. Quindi non si butta via niente. Cambia quello che esce da adesso.
Gli imballaggi: la parte che nessuno si aspettava
Il regolamento sugli imballaggi non è una norma sui cosmetici, ed è proprio per questo che sorprende. Riguarda il flacone, il tappo, l’etichetta e il cartone di qualunque prodotto venga messo sul mercato europeo. Dal 12 agosto sono partite le prime regole, a cominciare dalle restrizioni su alcune sostanze nei materiali.
Una linea cosmetica non è solo la formula. È anche il contenitore che la porta in giro, e adesso anche quello ha un regolamento che lo insegue.
«Ma io ho solo un salone»
Ecco, questa è la parte che conta. Quando un prodotto porta il nome del tuo salone, la domanda che viene naturale è: e se sbaglia qualcosa, chi risponde?
La risposta sta in una figura che il regolamento europeo chiama persona responsabile. Non è chi ha il nome sull’etichetta: è chi produce il prodotto, tiene il fascicolo informativo e lo notifica al portale europeo prima che venga venduto. Per una linea Brandizzalo, quella figura siamo noi.
Vuol dire che il glossario aggiornato, i cinquantasei allergeni nuovi, le regole sugli imballaggi e tutto quello che l’Europa deciderà l’anno prossimo passano dalla nostra scrivania e non dalla tua. Gli aggiornamenti che l’Unione europea emette ciclicamente li facciamo noi e sono a carico nostro.
Il modo più onesto per capirlo
Prova a fare il conto al contrario. In quattordici giorni sono cambiate quattro cose. Per stargli dietro serve qualcuno che legga la Gazzetta ufficiale europea, capisca quali referenze sono toccate, rifaccia i testi delle etichette, aggiorni le schede tecniche, allinei i fascicoli e mandi in stampa il nuovo lotto. Per ogni referenza che hai in gamma.
È lo stesso motivo per cui non ti fai da solo la revisione dell’impianto elettrico del salone. Non perché non saresti capace di imparare: perché il tempo che ci metti a impararlo lo togli alle teste.

Cosa devi fare tu
Niente, sulla conformità. Ma una cosa vale la pena farla, e costa cinque minuti: guarda l’ultima etichetta che ti è arrivata e confrontala con quella di un anno fa. Se la lista in fondo si è allungata, quello è il lavoro di cui non ti sei accorto.
Una linea a marchio del tuo salone non è un prodotto con un adesivo sopra. Dietro c’è un fascicolo informativo, una notifica al portale europeo, una valutazione di sicurezza e un elenco di scadenze che si aggiorna da solo, ogni anno, senza chiedere il permesso a nessuno.
Quella parte la teniamo noi. A te restano le tre decisioni che contano davvero: quali referenze tenere in gamma, com’è fatta l’etichetta e a quanto la vendi.



