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Siliconi nei capelli: il malinteso più grande della cosmetica

11 Marzo 2026· 4 min di lettura ·INCI e ingredienti

In breve

I siliconi non «soffocano» il capello e non entrano nella fibra: restano in superficie e la rendono liscia, lucida e pettinabile. Il problema non è il silicone, è il silicone sbagliato per quella persona: quelli non solubili in acqua si accumulano se lo shampoo non li porta via, e l'accumulo appesantisce e blocca i trattamenti tecnici.

Nessun ingrediente cosmetico è stato demonizzato quanto il silicone, e quasi sempre da chi non sa cosa fa. Vale la pena chiarirlo, perché il silicone è anche l’ingrediente che fa la differenza fra una piega che dura e una che si affloscia.

Cosa sono, e cosa non fanno

I siliconi sono polimeri di silicio e ossigeno. In cosmetica capelli servono a una cosa sola: formare un film sottilissimo sulla superficie della fibra. Quel film riduce l’attrito fra un capello e l’altro — ecco la pettinabilità — riflette la luce in modo uniforme — ecco la lucentezza — e rallenta la perdita d’acqua.

Quello che non fanno: non entrano nella corteccia, non reagiscono con la cheratina, non «soffocano» niente. Il capello non respira: è materiale morto. L’immagine del capello che soffoca è suggestiva e non ha basi.

Cuticolale squame esterne: si aprono in ambiente alcalino, si chiudonoin acidoCorteccial’85% della fibra: cheratina, legami, e il pigmento del coloreMidolloil canale centrale, non sempre presente
Il silicone lavora tutto sulla cuticola, in superficie. È il motivo per cui l’effetto è immediato al tatto e sparisce col lavaggio giusto.

Quelli che si sciacquano e quelli che restano

Qui sta tutta la differenza pratica, e si legge nell’INCI.

Nome INCI Si sciacqua? Nota per il salone
Dimethicone Serve un tensioattivo adeguato Il più comune. Ottima scorrevolezza; su capelli fini, in accumulo, appesantisce.
Dimethiconol Come sopra Più fluido, dà lucentezza. Tipico dei fluidi e degli oli lucidanti.
Cyclopentasiloxane (D5) Evapora Volatile, veicola gli altri e poi se ne va. In uscita dal mercato europeo: vedi il riquadro qui sotto.
Amodimethicone Poco accumulo Ha una carica che lo fa depositare dove il capello è più danneggiato. Il più intelligente del gruppo.
PEG-12 Dimethicone Sì, in acqua Idrosolubile: va via con un normale shampoo.

La regola dell’INCI

Finisce in -cone, -conol o -siloxane? È un silicone. Ha il prefisso PEG-? Si lava via con l’acqua. Comincia per Cyclo-? Evapora da solo.

Cyclopentasiloxane (D5): l’Europa lo sta chiudendo

Il D5 è un silicone ciclico volatile, per anni lo standard dei fluidi e degli oli lucidanti perché scorre benissimo e poi evapora senza lasciare peso. È finito sotto restrizione europea per motivi ambientali — è persistente e si accumula negli ecosistemi acquatici — prima nei prodotti da risciacquo e poi anche in quelli che restano sui capelli. Chi ha una linea sul mercato deve riformulare e rifare l’etichetta. Alcune referenze del nostro catalogo oggi lo contengono — è dichiarato nell’INCI di ognuna — e stiamo già lavorando alle formule sostitutive: se la tua linea è con noi, alla riformulazione e alla nuova etichetta pensiamo noi, a nostro carico.

Il problema vero: l’accumulo

Se una cliente usa ogni giorno un olio al dimethicone e si lava con uno shampoo delicato senza solfati, il film non viene rimosso del tutto. Al lavaggio dopo se ne aggiunge un altro. Dopo sei settimane il capello è pesante, opaco, non tiene la piega e — cosa che noti solo tu — non assorbe più niente.

È il momento in cui la cliente dice «i miei capelli non reagiscono più a niente». Non è la fibra che ha smesso di funzionare: è che sotto tre strati di film non arriva più nulla.

  • Il sintomo: capelli che sembrano grassi alle lunghezze ma la cute è normale.
  • La verifica: un capello con accumulo galleggia più a lungo in un bicchiere d’acqua e si bagna a fatica.
  • Il rimedio: uno shampoo chiarificante o tecnico, una volta, e si riparte.
Nei prodotti termo-protettivi il silicone non è un difetto: è la barriera che distribuisce il calore della piastra invece di lasciarlo colpire la cheratina.
Nei prodotti termo-protettivi il silicone non è un difetto: è la barriera che distribuisce il calore della piastra invece di lasciarlo colpire la cheratina.

Quando il silicone è la risposta giusta

  • Protezione dal calore. Piastra e phon lavorano fra 180 e 220 °C: un film che distribuisce il calore evita il danno puntuale.
  • Capelli grossi, crespi, difficili. Nessun ingrediente naturale dà la stessa scorrevolezza a parità di leggerezza.
  • Dopo un servizio tecnico. La cuticola è appena richiusa: il film la protegge nei giorni in cui è più fragile.
  • Finish. Due gocce sulle punte fanno quello che un olio vegetale fa in venti minuti, senza ungere.

Quando lasciarlo fuori

  • Prima del colore o della decolorazione. Il film rende la penetrazione irregolare: rischi radici e lunghezze che vanno a velocità diverse.
  • Capelli fini. Anche poco prodotto pesa. Meglio formule che condizionano con polimeri cationici leggeri.
  • Chi lava con shampoo molto delicati. Se il tensioattivo non toglie il film, il film resta. È una questione di coerenza fra i due prodotti, non di ideologia.

Nel catalogo alcune referenze i siliconi ce li hanno e altre no, ed è scritto nell’INCI di ognuna. Il fluido illuminante lavora con olio di albicocca; l’olio idratante usa una base siliconica perché deve dare scorrevolezza senza ungere.

Non c’è una linea «pura» e una «impura»: ci sono prodotti pensati per lavori diversi. Quello che ti serve è sapere quale stai vendendo, e per questo l’INCI è pubblico.

Scritto da

Brandizzalo — cosmetica professionale in private label per parrucchieri. Formuliamo, produciamo e mettiamo il tuo nome sull'etichetta.

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